Posted on ottobre 17, 2007 at 1:38 pm

La poesia degli amici

 E questa è la poesia che amici e amiche hanno voluto scrivere e soprattutto leggere a fine serata. Una sorta di avviso per viaggiatori, un avviso a Chiara, su chi ero e sono "veramente". Una piccola recita, una sorpresa preparata senza che ne sapessi nulla…
 
 
 

Dino:
Riccardo, o Riccardo, nel tuo più bel giorno
ti chiederai perchè non ci hai già tolto di torno.
Jolanda:
Stai zitto, seduto e non aver paura!
Il tutto durerà non più di una puntura!
Vogliamo solo dire alla gioia dei tuoi occhi
chi veramente sei senza falsi specchi.
Michi:
Non perchè ci ripensi, ma perchè ti possa amare se è possibile di più,
almeno quanto a noi ci hai amato tu!
Erio:
E perchè possa davvero essere sicura
che chi ama te, amerà lei senza paura.
Ketty:
O Chiara benedetta, coronato il vostro amore
ti sveliamo il passato del re del tuo cuore.
Silvia:
E se abbiamo scelto di farlo in rima
è perchè del tuo poeta ne abbiamo una gran stima.
Carol:
Qui cominciamo davvero a ragionare
di come oggi ci troviamo a festeggiare.
Irene:
E' nato nel 72, era il due di maggio,
l'Anna lo guardò e si disse “su, coraggio!”.
Fortuna che era l'ultimo di una folta compagnia
che già comprendeva Erio e Maria Pia.
Ben poco si ricorda di quando era bambino,
se non quella canzone su un tale Riccardino.
Jolanda:
Andò dalle suore per la prima educazione,
ed eccolo alle prese con la sua religione.
Cominciava a diventare un bravo ragazzino,
che a dieci anni lo trovarono  a fumarsi un bel cicchino!
Come se non bastasse e non fosse troppo bigia,
commise il suo peccato dentro una valigia!
Com'è come non è dopo quel giro di boa,
decise di iscriversi ad un corso di canoa.
Michela:
Quando era passata già metà degli anni ottanta,
la sua fame di istruzione cresceva ed era tanta.
E poiché dal giro non voleva stare fuori
in quattro e quattro otto è andato al Muratori.
La scelta era azzeccata: ma quanti begli amici,
insieme abbiam passato gli anni più felici.
Gli amici erano belli, gentili e intelligenti,
ma, Chiara, gli insegnanti dei veri incompetenti!
Ketty:
E benchè io non sia una grande giornalista
di questi professori adesso fo una lista.
Quella di Italiano non era poi cattiva,
purtroppo non capiva la sua prosa interattiva.
Lui scriveva, disegnava, citava anche canzoni,
ma non le suscitava adeguati voti buoni.
Per non citare poi un altro triste alloro:
quando disse che i papi si sposavano tra loro.
Julca:
In quarta se ne andò sicuro in oklahoma
e a dir la verità l'idea non era buona.
Invece di imparare una pronuncia inglese
ci è ritornato yankee con un sacco di pretese.
Carol:
Ma forse non era per farsi notare
che il panino col salame nel cappuccio continuava ad inzuppare;
e di sicuro non lo fece per dar noia a qualcuno
di far crescere i capelli addirittura fino al culo.
Fabbri:
E invece quel mattino l'indomita prof Berri
gl'ingiunse di tagliarsi la sua coda di capelli.
Ma poi non fu il solo ad entrar nei suoi pensieri
se quella volta disse: “u d' iu zinc iu ar? Carabinieri???!!”
Julca:
Almeno lei riusciva ad apprezzare
di Riccardo l'inglese vernacolare.
Noi invece ci guardavamo straniti
ogni volta che parlava come negli Stati Uniti.
Ma, lo giuro solennemente,
proprio non ci capivamo niente!
Fabbri:
Ripensandoci adesso glielo dissi da amico:
“da quando sei tornato non vieni mai capito”.
Adesso che ci penso è stata una costante
dalla comprensione della gente rimase ben distante:
Ketty:
L'inglese 'awana gana', il latino maledetto,
neanche il dialetto lo parla poi perfetto.
sarà per disperazione che poi si è dedicato
a cercare di imparar tutte le lingue del creato.
Glauco:
E paradossalmente dagli USA era tornato
ancor più comunista di quando c'era andato:
“dagli al monopolio! Strumentalizzazione!
A me non mi si frega! Non sono più un coglione!”.
Lontani eran quei tempi dalla religione!
Nessuna meraviglia se diceva un bestemmione!
Michi:
Ma proseguiamo ancora il curriculum scolastico
che il suo percorso è stato (ed è) sempre fantastico!
Nel suo vagabondare da stato a staterello,
si è sempre dedicato al suo hobby più bello:
leggere tantissimo per pura erudizione
è stato il suo principio e la sua maledizione…
Carol:
Infin chi se ne frega della lode con menzione
e quanto poi ai diritti di pubblicazione
si è fatto lui da solo un bel bibliotecone:
la sua raccolta di poesie, ti sembrerò pedante,
non ha niente da invidiare all'opera di Dante.
Silvia:
E visto che siam qui a elencar le sue virtù
lui sa anche cantare e ti dirò di più:
è veramente bravo, fidati di me,
di tutti i baritoni tu hai sposato il re.
Pascal:
Strasburgo, Ginevra e anche Berlino,
“vachement collegant” sul far del mattino,
a lungo applaudita la tournèe di Riccardo…
che chissà perchè fa rima con petardo.
Glauco:
In un periodo di confusione, non sapeva mai
mentre parlava con gli amici suoi,
se grattarsi l'orologio o caricarsi il culo…
Sì, “culo”! Ho detto “culo”!!!
Valerio:
Vorrei dire anch'io qualche parolaccia,
perché come il suddetto culo anch'io ho la faccia,
ma anche stavolta sarò serio,
perché questo è il ruolo di Valerio
Se giunti qui ti sembra abbastanza o anche troppo,
non hai capito niente, perchè andava già al galoppo:
invece di finire 'sta benedetta università,
ebbe sempre a dedicarsi a mille altre attività:
ti ha mai parlato di 'idee e cultura di sinistra'?
Insieme a qualche amico lui era sempre in pista!
Infatti con il motto di contro-cultura vera
mettemmo su nien'altro che una gran balera
Matteo:
E quel che con ICS non gli è riuscito perfetto,
arrivò a realizzarlo attraverso un giornaletto.
Le occasioni per rimorchiare eran veramente buone
ai tempi in cui redigevamo “energie nuove”.
Se poi alla fine nessuno concludeva
almeno per la gloria ne era valsa la pena!
Dino:
Per te, Chiara, tutto il resto è storia.
Partì fiducioso verso la vittoria.
Partì per Milano e, con gli occhiali e brizzolato,
lì diventò l'uomo che tu hai incontrato.
Glauco:
Giornalista di VITA e cattolico integralista
lontani sono i tempi dell'estremismo di sinistra.
Erio g>:
Nell'appartamento da single e alla sua scrivania
concepì l'idea di portarti con sé via.
Ketty:
Lui, in te, ha visto subito ogni cosa:
una compagna con cui metter su famiglia intelligente e prosperosa.
Michi:
E siccome Dino era già sposato…
alla fine il progetto… lo ha realizzato!!!
Irene:
Grazie dell'attenzione, grazie veramente.
Se a volte non lo capirai, tienici presente.
Jolanda:
Fatti amare da lui e abbine cura,
e che da oggi abbia inizio una bella avventura!!!

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